Progetti per il futuro

10 Ottobre 2009

Trasformare la memoria in resistenza.

In balìa dei venti

3 Settembre 2009

Da anni sento raccontare, da amici cari, che a Berchidda succedono cose strane. Sento raccontare di musicisti in lacrime, di suoni persi tra i boschi, di popoli che si incrociano in una notte di estate. Ho chiesto a Paolo e a Time in Jazz che le mie parole vadano in giro per il festival a cercare emozioni, che diventino poi rifrazione di respiri e sospiri, di lacrime e conoscenze. Mi troverete magari in casa di una vecchia signora a cucinar seadas, al tramonto ad offrire un piccolo aperitivo assieme ai ‘Gastronauts’, in mezzo al bosco, in piena notte a sedare i dolori per i mali del mondo, parlando alla luna. In balìa dei venti.

Don Pasta

Ps: Bentornati.

Per chi conosce solo il tuo colore,
bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui
esista:
chi era coperto di croste è coperto di
piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese
africano,
l’analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena il tuo colore,
bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi
sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e
operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti
sventoli.

Pier Paolo Pasolini, “Alla Bandiera Rossa”

Omaggio ad un capopopolo

10 Dicembre 2008

Questo è il titolo scelto per il libro che Antonio Calcagni ha scritto e dedicato al guagnanese Cosimo Ingrosso, conosciuto da tutti come “lu Cosiminu Cumpagnu” per la sua lunga militanza politica all’interno del Partito Comunista Italiano. L’opera sarà presentata presso i locali della Scuola Media “A. Schweitzer” di Guagnano (Le) sabato 13 dicembre prossimo alle ore 17.30, in occasione dell’ottantaduesimo genetliaco di questo “capopopolo” che l’autore definisce ardente guida politico-sindacale e maestro di vita.

All’evento, patrocinato dalla Regione Puglia, dalla provincia di Lecce e dalla Confederazione Italiana Agricoltori, prenderanno parte diverse autorità e rappresentanti politici.
Oltre all’autore del libro e al Sindaco di Guagnano, al quale spetterà fare gli onori di casa agli ospiti, interverranno il Prof. Antonio Scandone, il Preside dell’Istituto Comprensivo di Guagnano Dott.ssa Antonietta Rucco, il Vice Presidente del Consiglio della Regione Puglia Dott. Sandro Frisullo, il Presidente della Provincia di Lecce Avv. Giovanni Pellegrino, il Presidente Regionale Pensionati CIA di Bari Dott. Mauro Zacheo, il Presidente Regionale CIA Dott. Antonio Barile, il Presidente Provinciale CIA di Lecce Dott. Vito Murrone, il Presidente Azienda Speciale C.d.C. Lecce Dott. Luigi Sansò. Toccherà al Presidente Nazionale CIA Dott. Giuseppe Politi concludere la serie di interventi che ripercorreranno le vicende storiche politiche e personali di questo personaggio.
Durante la serata, coordinata dalla Dott.ssa Elena Perrone, saranno declamati alcuni “Canti” presenti all’interno del libro.
Diverse le personalità, le associazioni ed i sindacati che hanno aderito all’iniziativa. Inoltre parteciperanno anche il regista del documentario Arneide, Dott. Luigi Del Prete e il regista del film Italian Sud Est, Dott. Davide Barletti.

Coce, tene la fevre

7 Dicembre 2008

“Io non sono un artista, so’ nu poveru crist. Non sono né un poeta, né un cantante. Sono solo un tramite. Nessuno nella storia del mondo ha mai scoperto niente, ha solo svelato. E in un mondo migliore, in una società più giusta, io ci credo, ci credo perché esiste, ha solo bisogno di essere svelata”.
Tonino Zurlo. L’ho guardato ieri negli occhi per la prima volta. Non è un leader carismatico, è un signore sulla sessantina col volto scavato e gli occhi grandi e meravigliosamente sinceri, di quelli che non ti consentono di mentire, ché vieni sgamato subito.
Da ieri, e fino al 18 dicembre, in un angusto spazio espositivo nel centro storico di Ostuni espone le sue sculture in legno di ulivo. Ma lui non scolpisce davvero, non crea forme. Le svela, appunto. Che sia un “novello Michelangelo”, come sostiene una giovane e appassionata critica d’arte dolcissima e umana nella sua insicurezza, nel dirsi e dire “avrei voluto fare di più”, forse è dir troppo, ma rende benissimo l’idea. Tonino, con le sue sensibilità e umanità straordinarie, non fa altro che accorgersi delle forme contenute nei tronchi, nei rami dell’ulivo e le svela, le asseconda, le libera, dandogli più vita ancora e poi ancora di più. Nascono così “Follia”, “Pulcinella”, “Il bene e il male”, “Peccato originale”, un “Urlo” che la Natura, dice Tonino, aveva già disegnato molto prima di Munch.
“Io non so chi è Dio, ma per me Dio è la Natura”, dice. “Dio è un mazzo di fiori, con mille odori e mille colori”.
“La terra coce, tene la freve”, aveva detto. Gli ho chiesto cosa volesse dire: “Se vedo un albero pieno di mandorle che non vengono raccolte, ma lasciate cadere e marcire perchè gli stessi soldi li abbuschi diversamente e con meno fatica, è lì che la terra soffre. Coce, tene la freve”. Solo questo mi ha detto.