Archive for Novembre 2007
Pane al pane

«Perché bisogna sempre, ad ogni costo, tessere l’elogio del proletariato e mettere all’indice Céline, anche se la definizione di Céline “il proletariato è un borghese fallito” appare inaccettabile»?
Giorgio Bocca, su l’Antitaliano di questa settimana.
Noblesse oblige

«Ci me ccappà, era pijare nu margiale te zzappa, ca addù nu nci rrià cu la pizza era rriare cu lu margiale te zzappa. Nc’era spunnare le entrame».
M. C., 25 anni, ieri al clubbino, alla vista di Mara Carfagna in Tv.
Ecco con chi dovrei rapportarmi.
Chi mi credo di essere

Mettiamo subito in chiaro le cose: sto diventando pazzo, ma ancora non così tanto da pensare che il mio cervello di moderno scribacchino pseudointellettualoide di provincia (meridionale) possa somigliare a quello di Schopenhauer.
Tuttavia, leggendo il ritratto che la madre Johanna abbozza del figlio Arthur quando viene a sapere che vuole andarsene da Gotha per trasferirsi da lei a Weimar, in più punti mi è sembrato di specchiarmici:
«Non sei cattivo, non sei privo di spirito e di cultura, hai tutto ciò che potrebbe fare di te un ornamento della società; conosco la tua anima e so che pochi sono migliori di te, tuttavia sei insopportabile e impossibile, considero sommamente difficile vivere con te, tutte le tue buone qualità vengono oscurate e rese inservibili per il mondo della tua superintelligenza (ecco, in questo per esempio non mi ci sono specchiato, ndr), solo perché non sai dominare l’ansia di sapere tutto meglio degli altri, di trovare errori dappertutto tranne che in te stesso e di voler insegnare e ammaestrare tutto e tutti. In questo modo esasperi le persone che ti stanno intorno, nessuno vuole lasciarsi dare lezioni e spiegazioni in modo così autoritario, men che meno da un individuo insignificante quale sei tu ancora; nessuno può sopportare di sentirsi biasimare da te che hai ancora tanti punti deboli, e certamente non sopporta il tuo modo di sentenziare in tono oracolare: le cose stanno così e così, senza neppure concepire la possibilità di un’obiezione. Se tu fossi una persona da meno di quel che sei, saresti semplicemente ridicolo; in questo modo invece sei sommamente irritante. Gli uomini, nel loro complesso, non sono cattivi se non li si provoca. Tu avresti potuto vivere e studiare tranquillamente a Gotha come mille altre persone e godere di tutta la libertà personale consentita dalle norme comuni se solo avessi fatto tranquillamente la tua strada e avessi lasciato percorrere agli altri la loro; ma questo tu non l’hai voluto e così ora vieni espulso [...]. Una gazzetta letteraria ambulante come vorresti essere tu è un qualcosa di noioso e di odioso, perché la gente non può saltarne le pagine o buttarla via come ciarpame nel camino così come farebbe con una gazzetta stampata».
Il problema è che queste cose gli venivano dette quando aveva meno di vent’anni.
Lui poi sarebbe diventato Schopenhauer.
Aiutiamoci

Salvatore Borsellino ci ha chiesto una mano:
«Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perchè Casablanca, un giornale che è la continuazione ideale dei “Siciliani” di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l’indifferenza dei tanti e contro l’impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.
Ve ne riporto solo alcuni.
Il primo e’ un sms di una amica, appartenete a un gruppo di uomini, donne e ragazzi che non si arrenderanno mai, che ho avuto la fortuna di incontrare sulla rete nella mia incesssante ricerca di persone che vogliano combattere al mio fianco la mia ultima battaglia e che, dopo di me, possano continuare a combatterla.
Mi scrive :
“Amico, sono abbattuta stasera. Casablanca e’ in agomia. Se chiude… Pippo Fava viene ucciso di nuovo. Mi sento impotente, cosa posso fare?
Dammi un consiglio perche’ ho solo voglia di piangere…”
Voglio molto bene a questa amica dal volto sconosciuto perche’ so che lottera’ con me sino all’ultimo, e a questo nome e’ ispirato il suo gruppo, e perche’ spesso fa iniziare la mia giornata con un sms pieno di colori e di speranza, ma ho rimproverato anche lei perche’ anche a lei ho gridato che non e’ tempo di lacrime, e’ tempo solo di lotta, le lacrime dovremo conservarcele, e saranno di gioia non di disperazione, per quando andremo da Paolo a dirgli che a tutti i morti e gli oppressi dalla mafia e dalla illegalita’ avremo reso giustizia.
La seconda e’ una email di cui riporto solo alcuni passi :
“… Graziella mi dice che casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d’affitto e di spese continuano a uscire… aiutatemi a trovare un pubblicitario, perchè se muore casablanca, è come aver lasciato morire Graziella, indebitatasi PER NOI, perchè casablanca non produce utili di alcun genere, ….cercasi qualcuno che vende spazi pubblicitari, con massima urgenza … chiunque ascolti, risponda all’appello disperato,… ne va della vita dell’antimafia vera, se vogliamo produrre sul serio, serve una mano, per favore, aiutateci ……”
La terza mi parla di Graziella Rapisarda, che insieme a Riccardo Orioles faceca parte della redazione dei “Siciliani” e che ora combatte insieme a lui una disperata battaglia perche’ Casbalanca possa continuare a vivere, e dice tra l’altro :
“… ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollete della luce, ma adesso non ce la fa piu’ a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all’asta. ……”
Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nosta a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi puo’ fare per combattere insieme a loro.
Ci sono tante altre cose che possiamo e che dovremo fare, ci sarenno tante battaglie piu’ dure e piu’ difficili da combattere e questa che adesso vi chiedo e’ solo una delle piu’ semplici.
Corriamo tutti ad aiutare chi sta per cadere, andiamo a fargli scudo con il nostro corpo.
Non materialmente, le vere guerre non si combattono piu’ cosi’, e neanche facendo un obolo, una donazione di cui poi ci dimenticheremmo, perche’ allora non avremo davvero fatto quello che potevamo e dovevamo fare.
No, quello che possiamo e che dobbiamo fare e’ leggere quello che questi combattenti in trincea scrivono e, con grande fatica, riescono a pubblicare, impegniamoci.
E’ dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone persono possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..
Io non sono certo ricco, vivo del mio lavoro, continuo a lavorare anche se potrei gia’ andare in pensione, e posseggo solo la casa in cui abito, ma siccome so di stare meglio di tanti altri che con il loro stipendio non arrivano alla fine del mese, non staro’ certo a pensare a cosa dovro’ rinunziare per fare la mia parte.
Ppensero’ invece a cosa dovrei rinunziare se non la facessi, alla mia liberta’.
Io comincero’ quindi per primo, perche’ e’ mio dovere farlo anche per il mome che porto, a versare sul conto che vi indico in fondo 1500 euro per trenta abbonamenti come sostenitore di Casablanca.
A ciascuno di voi chiedo di fare un semplice abbonamento per voi stessi, sono solo 30 euro, e di non pensare se per questo dovrete rinunziare ad un cinema o ad una pizza, avrete pero’ anche voi acquistato uno spicchio di lberta’.
So che ci sono anche alcuni di voi per i quali anche questo sacrificio potrebbe essere troppo, che non riescono nemmeno una volta al mese ad andare a mangiare una pizza o ad andare a cinema, scrivetemelo e vi mandero’ una delle copie di Casablanca che mi arriveranno con il mio abbonamento e se non basteranno cerchero’ di farne degli altri, ma Casablanca non deve, non puo’ morire.
Pippo Fava non puo’, non deve, essere ucciso ancora.
Ci sono due modalita’ per sostenere «Casablanca», per fare il vostro dovere, la prima e’ tramite un bonifico bancario alle coordinate indicate di seguito
Abbonamento ordinario 30,00
Abbonamento Sostenitore 50,00
Bonifico Bancario
Graziella Rapisarda
Banca Popolare Italiana Catania
Cc: 183088 ABI: 5164 CAB: 16903 CIN: M
La seconda, tramite carta di credito, e’ quella attraverso il sito di seguito indicato
http://www.ritaatria.it/donazione_casablanca.aspxAncora un grazie a tutti voi per non avermi lasciato da solo in questa lotta per la giustizia.
Salvatore Borsellino
P.S. Per tutti quelli che ne hanno la possibilita : diffondete questo appello.
Libertà condizionata

Secondo il sesto Wordwide Press Freedom Index di Reporter Senza Frontiere, in Italia la libertà di stampa è in miglioramento: siamo al 35° posto nella classifica mondiale dopo Estonia, Slovacchia, Ungheria, Costa Rica, Slovenia, Lituania ed anche Mauritius, Namibia, Jamaica, Ghana e pure Trinitad e Tobago.
E nonostante «i giornalisti continuino ad essere minacciati dalle organizzazioni mafiose che impediscono loro di lavorare in completa sicurezza».