Ci vuole la mano di Dio

24 Luglio 2008

Il bigliettino sul quale mi hanno appuntato il sito per la domanda di inserimento nelle graduatorie del personale ATA:

I pesticidi inalati dai 49 lavoratori l’altro giorno finiscono normalmente sulle piante che a loro volta giungono sulle nostre tavole. E con i pesticidi anche le altre sostanze a cui la moderna agricoltura espone le colture e noi tutti. Tra queste le sostanze ormonali che fanno crescere velocemente le piante ma che alterano l’equilibrio ormonale e cellulare dei nostri organismi. Dire pertanto che rischiamo di essere tutti intossicati in forma subacuta, cioè impercettibile, non è un azzardo.

Questo è il prezzo di una agricoltura che guarda esclusivamente alla quantità, che ha rinunciato al ruolo benefico che per secoli le è stato riconosciuto nella prevenzione di tante malattie. Se i prodotti della terra sono solo merce ed il profitto ad ogni costo l’unico obiettivo, non abbiamo alternativa all’avvelenamento quotidiano.

Se l’agricoltura rischia di diventare “patogena” sia per gli agricoltori che per i consumatori, anche questi ultimi hanno la loro parte di responsabilità. Non abbiamo più tempo per andare a ricercare gli alimenti. Il tempo per attraversare col carrello i corridoi degli ipermercati è sempre poco e le scatolette dalle etichette colorate e rassicuranti ordinate sugli scaffali raccolgono la nostra incondizionata fiducia. E ciò mentre frutta ed ortaggi devono competere in bellezza, regolarità e vistosità con le modelle della pubblicità che campeggiano sui tabelloni ai lati delle nostre strade per farci dimenticare che la vita vera, quella che a volte abbiamo anche in casa, è fatta di deformità, asimmetrie ed insufficienze.

Maurizio Portaluri, Salute Pubblica

Dio c’è

22 Luglio 2008

Lo scorso 15 dicembre, dovendo andare a Bari per ritirare i manifesti di un’iniziativa che si sarebbe svolta di lì a poco, trovavo la statale Adriatica completamente innevata: traffico bloccato, tir ribaltati, spazzaneve, tamponamenti a catena.
Qui in Puglia, dove c’è sempre il sole.

Stasera dovremmo presentare un libro che racconta di Nicola, morto di tumore al petrolchimico di Manfredonia. È il 22 di luglio, stamattina c’erano 40 gradi all’ombra. Adesso piove a dirotto: nessuno in giro, strade allagate, se mi affaccio dalla finestra e guardo per terra mi sembra di abitare a Venezia un giorno che c’è l’acqua alta.
Qui in Puglia, dove c’è sempre il sole.

Inizio a pensare che forse Dio esiste, e vota Pdl (ma anche Pd).